Prima di noi stasera su Rai 1: Linda Caridi in un episodio che lascia il segno, la scena della diserzione è un pugno allo stomaco

In sintesi

  • 🎬 Prima di noi
  • 📺 Rai 1, ore 21:30
  • 📖 Serie drammatica che racconta la saga della famiglia Sartori durante la Seconda guerra mondiale, tra scelte estreme, conflitti morali e trasformazioni personali, con grande attenzione alla ricostruzione storica e ai sentimenti dei personaggi.

Prima di noi, Daniele Luchetti, Linda Caridi, Andrea Arcangeli e l’intero universo produttivo firmato Rai Fiction tornano protagonisti questa sera su Rai 1 con gli episodi 5 e 6 della saga della famiglia Sartori. Una serie che, episodio dopo episodio, sta conquistando sempre più pubblico grazie al suo mix di autenticità storica, scrittura raffinata e un cast che sa restituire il peso emotivo di un’epopea lunga oltre sessant’anni.

Prima di noi: cosa vedere stasera su Rai 1

Alle 21:30 arriva una delle serate più intense della serie, ambientata nel pieno della Seconda guerra mondiale. La direzione di Daniele Luchetti e Valia Santella dà vita a due capitoli cupi e densissimi, in cui la famiglia Sartori affronta una stagione di paure, scelte estreme e identità spezzate. Se finora la serie ha alternato momenti intimi a grandi affreschi storici, gli episodi 5 e 6 rappresentano il cuore pulsante del progetto, quello in cui la Storia entra prepotentemente nella vita dei personaggi, modificandoli per sempre.

Nel 1943, protagonista indiscussa è ancora lei, Linda Caridi nei panni di Nadia. Una donna che, puntata dopo puntata, si conferma come la colonna vertebrale della serie: forte, concreta, dolorosamente moderna perfino nel suo modo di sopravvivere agli uomini che la circondano. L’ombra della guerra, però, diventa sempre più pesante: Domenico è prigioniero in Africa, Gabriele viene arruolato, Renzo si avvicina ai partigiani. La scoperta della diserzione di Maurizio — interpretato da un Andrea Arcangeli sempre più tormentato e fisicamente logorato dalla colpa — cambia per sempre la percezione che i figli hanno del padre.

Nel 1945 la tensione si alza ulteriormente. Matteo Martari (Renzo) e Maurizio Lastrico (Gabriele) portano in scena due percorsi opposti ma ugualmente lacerati: uno si nasconde, poi è costretto a diventare SS; l’altro abbraccia la lotta partigiana, ma rifiuta responsabilità familiari che non sente sue. Un dettaglio che mostra uno degli aspetti più interessanti della serie: la capacità di raccontare la complessità morale senza mai semplificare. Nessuno è davvero eroe, nessuno davvero carnefice. Tutti cercano solo di sopravvivere a un mondo che esplode.

Perché Prima di noi merita: lo sguardo nerd sulla produzione

Prima di noi sta conquistando un pubblico trasversale per molte ragioni, ma ce n’è una che colpisce soprattutto gli appassionati di serialità: la cura nerd per la ricostruzione storica e narrativa. Il romanzo di Giorgio Fontana — già di per sé una mosca bianca nel panorama italiano, per ambizione e profondità — trova qui un adattamento che non ha paura di osare. Le location tra Friuli, Dolomiti e Veneto restituiscono una verità visiva rara; Torino diventa una fucina industriale credibile e cupa; la colonna sonora di Forti e De Luca aggiunge un tocco di malinconia che accompagna perfettamente il passaggio tra un’epoca e l’altra.

Chi ama la serialità nota inoltre una scelta precisa: raccontare la Storia italiana non attraverso i “grandi nomi”, ma dalle crepe quotidiane, dai sentimenti e dalle conseguenze più intime dei conflitti. Un approccio quasi da antologia familiare, che ricorda certe saghe nord-europee o la tradizione americana dei family drama intergenerazionali, ma con un’anima profondamente italiana, radicata nei silenzi, nei non detti e nelle relazioni spezzate.

  • Il tema della diserzione diventa una riflessione sulla mascolinità fragile e sulla paura ereditata.
  • Il personaggio di Nadia si conferma una delle figure femminili più interessanti della serialità italiana recente.

Interessante anche come la serie tratti la Storia non come un fondale, ma come un personaggio vero e proprio: la guerra non è solo “là fuori”, ma entra in casa, rompe equilibri, costringe a scelte estreme. In questo senso, la trasformazione di Gabriele in SS, pur dolorosa, è coerente con la logica narrativa della serie: mostrare come le circostanze possano deformare anche gli spiriti più limpidi. Un tema che, senza voler fare paragoni eccessivi, ricorda certe dinamiche morali di opere come Heimat o certe stagioni di This Is Us, dove la storia familiare e quella nazionale si sovrappongono.

Cosa aspettarsi questa sera

Emozioni forti, scelte senza ritorno, una regia sicura e interpretazioni mai sopra le righe. Gli episodi 5 e 6 segnano probabilmente il punto di svolta della stagione: quelli in cui il pubblico capisce davvero che Prima di noi non è solo una saga famigliare, ma un viaggio nella memoria collettiva italiana. Dopo la liberazione, tutto cambierà. E da qui in avanti, i Sartori non saranno più gli stessi.

Per chi ama le serie storiche che non fanno sconti, per chi cerca una storia vera nella sua finzione e per chi vuole una televisione italiana che sappia competere con i grandi progetti internazionali, questa è la serata perfetta. Rai 1, ore 21:30: i Sartori vi aspettano.

Quale personaggio dei Sartori rappresenta meglio la tua famiglia?
Nadia la resistente
Maurizio il disertore
Renzo il partigiano
Gabriele il tormentato
Domenico il prigioniero

Lascia un commento